Alberobello

Valle d’Itria: il nostro itinerario on the road

Conoscete la Valle d’Itria? Ci siete mai stati? Se la domanda vi suona provocatoria, sappiate fin da subito che non lo è. D’altra parte la Valle d’Itria è una delle zone più belle d’Italia ma, per qualche assurda motivazione, viene maggiormente apprezzata dagli stranieri piuttosto che da noi italiani. Noi stessi a malapena ne conoscevamo l’esistenza, prima di visitarla e scoprirla con i nostri occhi.

In 8 giorni, però, abbiamo percorso in lungo e in largo un territorio meraviglioso. Un territorio che si sviluppa tra città bianche, ulivi secolari, rigogliosi frutteti, spettacolari masserie e soprattutto loro: i mitici trulli. Viaggiare in Valle d’Itria ci ha letteralmente aperto la mente, il cuore e i polmoni. Ed anche il palato. Si perché in questo territorio si racchiude tutta l’eccellenza della gastronomia italiana che si può gustare in tutta la sua genuinità praticamente ovunque, senza necessità di conoscere i classici “posti segreti”.

Per questi e altri motivi vogliamo raccontarvi il nostro itinerario di 8 giorni in Valle d’Itria. Siete pronti? Allora partiamo!

Dove si trova la Valle d’Itria e come raggiungerla

Prima di raccontarvi il nostro itinerario, crediamo sia bene specificare esattamente dove si trova la Valle d’Itria. La Valle d’Itria è quella porzione di territorio pugliese che si estende a sud dell’Altipiano delle Murge e comprende, tra gli altri, i territori dei centri abitati di Locorotondo, Cisternino, Martina Franca, Ceglie Messapica, Fasano e Alberobello. Si tratta in sostanza di un ampio territorio che si dispiega tra campi coltivati, frutteti, alberi d’ulivo, trulli, lamie e spiagge tra le più belle di tutto il Sud Italia.

Pur trovandosi in un’area poco popolata nel cuore della Puglia, raggiungere la Valle d’Itria è piuttosto semplice. Più o meno equidistanti ci sono infatti ben due aeroporti: quello di Bari Palese e quello di Brindisi, peraltro recentemente rinnovato e arricchito da voli sia nazionali che continentali. In questi aeroporti è quindi possibile noleggiare un’automobile, il mezzo di trasporto migliore per scoprire il territorio. Trattandosi infatti di una zona prevalentemente agricola, infatti, i mezzi di trasporto pubblici sono quasi del tutto inesistenti in quest’area.

Per chi invece volesse arrivare direttamente in auto, le autostrade A16 (Napoli-Canosa di Puglia) e A14 (Bologna-Taranto) vi porteranno in prossimità dei principali svincoli e superstrade che immettono in Valle d’Itria.

Valle d’Itria: il nostro itinerario

Ed eccoci finalmente al nostro itinerario di 8 giorni in Valle d’Itria. I classici percorsi per scoprire la Valle d’Itria si snodano attraverso le sue città bianche più importanti: Ostuni, Locorotondo, Alberobello e Cisternino. Noi, però, abbiamo scelto di allargare i nostri confini di viaggio per abbracciare anche borghi meno frequentati, ma non per questo meno interessanti. Inoltre, abbiamo voluto vivere in prima persona l’esperienza unica di dormire in un vero trullo pugliese. Esperienza che ci sentiamo di consigliare a chiunque! Vediamo dunque il nostro itinerario di viaggio in Valle d’Itria.

Ostuni

Ostuni è la prima città bianca che abbiamo incontrato lungo il nostro viaggio in Valle d’Itria. Arrivando in auto dall’aeroporto di Bari Palese, Ostuni si è presentata a noi in tutta la sua bellezza. Gli alti campanili svettano sopra le case bianche che coprono i tre colli di circa 200 metri d’altitudine su cui sorge il centro abitato.

D’estate, Ostuni è indubbiamente il centro della vita di tutta la Valle d’Itria. Merito del suo centro storico ricco di locali e, soprattutto, della sua zona marina con spiagge e mare limpidissimo. Secondo noi, però, Ostuni dà il meglio di sé in bassa stagione e, in particolare, nei mesi di maggio e ottobre. In questo periodo, infatti, si trova poca gente in giro e si riesce ad apprezzare fino in fondo una cittadina che ha attraversato secoli di storia da assoluta protagonista.

Per capire fino in fondo questo concetto, basta analizzare il fatto per cui a Ostuni tutti gli edifici sono bianchi. Durante il XVII secolo una epidemia di peste si sparse nella zona provocando migliaia di vittime, ma risparmiò questa città per un motivo. Gli abitanti di Ostuni erano, infatti, soliti dipingere le pareti esterne delle proprie case con la calce. Essendo un disinfettante naturale, la calce protesse la città dal contagio e diede il via ad una tradizione – quella di colorare le case di bianco – che dura ancora oggi e che è stata seguita da molti altri centri abitati di questa zona.

Ostuni
Ostuni è la città bianca per eccellenza, nonché un punto di riferimento per tutta la Valle d’Itria

Leggi anche i nostri consigli su Cosa vedere a Ostuni, la città bianca della Valle d’Itria pugliese

Ceglie Messapica

Un’altra città bianca che abbiamo incontrato lungo il nostro tragitto (e che ci è particolarmente piaciuta) è Ceglie Messapica. Secondo i residenti, Ceglie è la più antica città di tutta la Puglia. Pur non essendoci riscontri oggettivi su questo fatto, Ceglie ha comunque una storia millenaria come testimonia il fatto che il suo nucleo originario era un punto di riferimento per la zona già ai tempi degli antichi Greci. Oggi Ceglie Messapica è ancora poco battuta dal grande turismo, pur avendo una ampia quantità di luoghi di interesse: il Castello, le sue mura, il centro storico medioevale, la Cattedrale, i Palazzi antichi e la Torre dell’Orologio.

La vera bellezza di Ceglie, però, è secondo noi da ritrovarsi nella sconfinata area verde che la circonda: masserie, trulli, lamie e olivi secolari danno vita ad uno dei paesaggi più suggestivi di tutta la Puglia.

Alberobello

La città dei trulli per eccellenza è uno dei 55 luoghi italiani Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Al di là di questo fatto, Alberobello merita secondo noi una visita per diversi motivi. Il più importante è dato proprio dai trulli stessi. Alberobello, infatti, è l’unica città della Valle d’Itria in cui è presente non solo uno, ma bensì due quartieri interamente composti da trulli: il Rione Monti e il Rione Aia Piccola.

Se sarete bravi a non lasciarvi incastrare nelle trappole acchiappa-turisti, Alberobello ha davvero molto da offrirvi, a cominciare dalla spiegazione della ragione per cui in quest’area si trovano così tanti trulli. Il motivo risale addirittura al Seicento. In quest’epoca, infatti, il signore locale dell’epoca – Girolamo II, detto il Guercio delle Puglie poiché aveva perso un occhio in battaglia – convinse gli abitanti a sfruttare l’ampia disponibilità di pietra calcarea per costruire abitazioni senza l’uso di malta. Nacquero così i trulli. L’idea di Girolamo II era dovuta al fatto che, così facendo, gli abitanti di Alberobello riuscivano ad aggirare una legge del Regno di Napoli che li avrebbe obbligati a pagare al viceré spagnolo una tassa per ciascuna casa. Da allora, i trulli sono proliferati in tutta la Valle d’Itria, di cui sono una caratteristica peculiare.

Alberobello
Con ben due quartieri interamente occupati da trulli, Alberobello è uno dei 55 siti italiani Patrimonio UNESCO

Un altro motivo, secondo noi, per visitare Alberobello è di natura… gastronomica! Qui infatti abbiamo mangiato il miglior pasticciotto di tutta la nostra esperienza in Puglia. Volete sapere qual è? Ve lo diciamo subito: si tratta della Pasticceria Martinucci di Via Monte S. Michele 57. Un posto davvero imperdibile per chi – come noi – ama i dolci!

Prima di passare alla prossima tappa del nostro itinerario in Valle d’Itria, vogliamo darvi un suggerimento fotografico. Il punto migliore per scattare una fotografia di Alberobello con vista sul Rione Monti è il Belvedere Santa Lucia, un ampio balcone che si trova a due passi dal Municipio.

Locorotondo

Proprio come Ostuni e Ceglie Messapica, anche Locorotondo è un borgo che si caratterizza per due elementi ben definiti: il bianco dei suoi edifici e la posizione in cima a una piccola collina che domina la vallata. Tra le altre, una cosa ci ha colpito di Locorotondo: il fatto che ci siano ben 12 chiese nel solo centro storico! Una quantità davvero incredibile per un paesino di 14mila abitanti. Nella nostra vita, solo a Noto in Sicilia ne avevamo trovate una quantità maggiore in proporzione alla popolazione.

Al di là di questo aspetto di folklore legato alla fortissima fede dei residenti, Locorotondo merita una visita per svariate ragioni. Innanzitutto i suoi moltissimi palazzi storici: il Castello, la Villa Comunale, la torre civica e Palazzo Morelli. Quindi per un simbolo di questa terra, il trullo. Alle porte di Locorotondo, lungo la strada che porta a San Marco, si trova infatti il trullo Marziolla: si tratta del più antico trullo di tutta la Valle d’Itria, la cui costruzione risale addirittura al 1559. Non sarà sicuramente il più spettacolare dei trulli, ma è una bellissimo esempio di come i contadini sfruttavano un trullo.

Un consiglio: il modo migliore per apprezzare Locorotondo è dal basso e, in particolare, dalla strada che lo collega a Martina Franca. Da qui infatti riuscirete a scattare fotografie indimenticabili!

Martina Franca                  

Tra le varie città della Valle d’Itria, Martina Franca è quella che ha forse qualcosa in meno dal punto di vista architettonico ma qualcosa in più da quello culturale. Soprattutto da quello enograstronomico che, come ormai avete capito, è per noi un aspetto prioritario di qualunque viaggio! A Martina abbiamo infatti mangiato delle fantastiche bombette che difficilmente dimenticheremo.

Il centro storico di Martina Franca è comunque molto carino e, secondo noi, merita una visita. In particolare ci hanno colpito la centralissima Piazza del Plebiscito con la sua Torre e la Basilica di San Martino, il Palazzo Ducale e la villa Comunale col suo piccolo trullo.

Alle porte di Martina Franca, inoltre, si trova un luogo molto interessante per gli amanti della preistoria: la Grotta di Monte Fellone. Si tratta di una grotta in cui sono stati ritrovati reperti di vita umana risalenti addirittura al Neolitico.

Fasano

Situata in una posizione strategica per la Puglia, Fasano raccoglie intorno a sé una montagna di luoghi di interesse che attirano grandi e piccini. Se vi piacciono i centri storici, quello di Fasano non ha nulla da invidiare a quelli delle altre città della Valle d’Itria, con vicoli e viette ombreggiate che si snodano tra chiese e palazzi secolari.

Per apprezzare veramente la storia con la S maiuscola, occorre però spostarsi leggermente fuori Fasano. Nei dintorni della cittadina ci sono infatti diversi centri archeologici di grandissimo interesse. Il più celebre è sicuramente il Parco archeologico nazionale di Egnazia, ovvero una antica città dei messapi risalente al IV secolo a.C.. Nell’area si trovano poi diverse incisioni rupestri e luoghi di culto millenari. Il più apprezzato di questi è il Tempietto di Seppannibale, risalente al IX secolo e perfettamente immerso nell’architettura della zona.

Nei pressi di Fasano ci sono poi almeno due altri luoghi di grande interesse. Il primo è lo Zoosafari Fasanolandia, un grande parco divertimenti con annesso un giardino zoologico. L’altro è il campo da golf di Borgo Egnazia, forse il 18 buche più importante del Sud Italia.

Cisternino

Abbarbicata su un promontorio collinare come la maggior parte delle città storiche della Valle d’Itria, Cisternino merita secondo noi una visita se si ha più tempo a disposizione. Il suo centro storico è infatti ricco di luoghi di interesse. I più importanti sono la Torre Bianca e la Chiesa Matrice dedicata a San Nicola di Patara. Proprio sotto la Chiesa Matrice, di recente sono stati rinvenuti i resti di una chiesa primitiva la cui origine risale addirittura al 1180 per volere di Papa Alessandro III. La piazza principale, intitolata a Vittorio Emanuele II, è molto graziosa.

Cisternino inoltre rappresenta una tappa interessante per una cena, specie per chi sceglie di pernottare in uno dei trulli o delle masserie della zona circostante.

Cosa fare in Valle d’Itria

Oltre alla moltitudine di borghi da visitare, in Valle d’Itria ci sono davvero tantissime possibilità di attività culturali e all’aria aperta. Noi ve ne suggeriamo qualcuna che abbiamo provato in prima persona. Se ne avete altre, fatecele sapere qui in fondo all’articolo nei commenti!

  • Visitare le Grotte di Castellana: le Grotte di Castellana sono una delle maggiori attrazioni naturalistiche non solo della Valle d’Itria, ma dell’intera Puglia. Si tratta di un complesso di cavità sotterranee che si trova a nord di Alberobello, nel territorio compreso tra Putignano e Monopoli. Il biglietto per visitare le grotte è acquistabile online e costa 18 euro. 
  • Dormire in un trullo: dormire in un trullo è forse la cosa più tipica e suggestiva che si possa fare in Valle d’Itria. Più sotto in questo post vi lasciamo qualche informazione in più dalla nostra esperienza.
  • Visitare una masseria: le masserie sono grandi costruzioni rurali situate su terreni agricoli. Oggi, dopo anni di abbandono, le masserie stanno vivendo una era di grande successo. Molte di loro sono infatti strutture di extra lusso dove vivere un rapporto profondo con la campagna e le produzioni agricole. Addirittura molte giovani coppie scelgono questi luoghi per celebrare il proprio matrimonio. Un pranzo o una notte in masseria, con annessa visita alla produzione agricola, rappresentano un’attività da fare assolutamente in Valle d’Itria.
  • Imparare a fare la pasta fresca: non siamo certo noi a dovervi spiegare la grande tradizione culinaria che contraddistingue la Puglia! In ogni caso, ci sentiamo in dovere di consigliarvi caldamente un corso di pasta fresca con uno dei tanti esperti presenti sul territorio. Imparare dal vivo a fare le orecchiette è di gran lunga più educativo e divertente di qualunque corso online. 
  • Mangiare la focaccia: non solo Liguria, anche in Puglia si mangia una focaccia da sballo. Noi abbiamo provato tutte le varianti: tradizionale, integrale, con pomodorini, con olive e con le patate. E voi l’avete provata? Qual è la vostra preferita?

Cosa mangiare in Valle d’Itria

Orecchiette, mozzarella, burrata, focaccia, bombette, specialità di carne e di pesce. Come abbiamo già accennato prima, in Valle d’Itria si mangia davvero molto bene. Una caratteristica peculiare di questa terra e di tutta la regione Puglia. Noi nel nostro itinerario di viaggio in Valle d’Itria abbiamo provato diversi ristoranti, tutti ottimi. Qui di seguito vi presentiamo i 3 in cui ci siamo trovati meglio.

Dove mangiare a Ceglie Messapica

Ceglie Messapica si sta proponendo come città della gastronomia. Una proposizione giusta per un borgo con diversi ristoranti davvero interessanti. Noi ve ne consigliamo due:

  • Taverna dei Dominicani: probabilmente il nostro ristorante preferito a Ceglie Messapica. La Taverna dei Dominicani si trova in Via Dante 15 e ha anche un bel patio esterno dove potersi fermare nelle giornate di bel tempo. La specialità della casa è il pesce, ma non mancano anche le ricette di terra. I prezzi sono ottimi nel rapporto qualità/prezzo.
  • Vino, Fritti e Cucina: a ridosso di Piazza del Plebiscito, il ristorante gestito da Lino è un tempio della genuinità e il cibo fatto in casa. L’indirizzo esatto di Vino, Fritti e Cucina è via Osanna 53.

Dove mangiare a Ostuni

Ci sono davvero tantissimi posti in cui mangiare a Ostuni, ma noi vogliamo suggerirvene uno in particolare. È il Borgo Antico Bistrot. Si tratta di un ristorante situato nella parte più alta di Ostuni, proprio alle spalle della cattedrale. Sono almeno due i suoi punti di forza: l’aperitivo in stile milanese e la terrazza panoramica con vista mare.

Dormire in un trullo in Valle d’Itria: tutto quello che bisogna sapere

La Valle d’Itria ha un protagonista indiscusso che la rende celebre in tutto il mondo: il trullo. I trulli sono un’antica costruzione tipica di questa zona che veniva costruita con pietra locale per fungere da ricovero provvisorio per contadini e agricoltori delle campagne. I trulli più famosi sono quelli con tetto a cono, ma ci sono anche i trulli saraceni con un tetto altrettanto affascinante seppur più armonioso nella forma.

Oggi, dopo molti anni di abbandono, i trulli stanno via via ritrovando la loro dignità grazie anche al fatto che alcuni di essi sono stati ristrutturati e riconvertiti in strutture alberghiere. Noi abbiamo avuto la fortuna di riuscire a dormire in un trullo autentico. Nei prossimi giorni, pubblicheremo un post ad hoc con tutto ciò che occorre sapere per dormire in un vero trullo pugliese della Valle d’Itria.

Valle d'Itria
Dormire in un trullo è una delle esperienze più affascinanti che si possono fare in tutta la Valle d’Itria

E voi siete mai stati in Valle d’Itria? Avete in programma di andarci? Raccontateci le vostre esperienze e fateci sapere le vostre impressioni nei commenti qui sotto!


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