Cosa vedere in Lapponia: il nostro itinerario

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Tra le esperienze di viaggio più indimenticabili della nostra vita, c’è quella che ci ha portati nel vero cuore della Lapponia. Già, perché siamo volati a nord del mondo per scoprire Heart of Lapland, la regione più ad est della Lapponia svedese al confine con la Finlandia. E lo abbiamo fatto in pieno inverno, sfidando temperature oltre i -15°C, guidando su strade bianchissime, sfrecciando in motoslitta su fiumi ghiacciati e camminando nei boschi innevati in mezzo a renne e alci. Non ci credete? Allora leggete il racconto della nostra folle settimana in Lapponia.

Giorno 1: Rovaniemi

Partiamo da Milano in una tiepida mattina di inizio dicembre con un volo Finnair che ci porta prima ad Helsinki e quindi a Rovaniemi. Il nostro viaggio in Lapponia comincia infatti dalla Finlandia e, più precisamente, dal celebre villaggio in cui vive Babbo Natale.

Il primo impatto con Rovaniemi è devastante: -15 gradi e un freddo che non avevamo mai provato in vita nostra! Tutto intorno a noi è innevato, comprese le strade che affrontiamo temerariamente con l’auto per raggiungere il centro cittadino. A Rovaniemi non c’è moltissimo da vedere: le case del centro sono tutte addobbate e creano uno spirito natalizio che ci fa venire subito voglia di spostarci verso il famoso Santa Claus Village. Ci arriviamo in pochi minuti e qui viviamo un sogno che abbiamo coltivato fin da bambini, ovvero incontrare il vero Babbo Natale! Di per sé, il villaggio di Santa Claus è piuttosto turistico. Ci sono però alcuni aspetti molto interessanti. Il primo è che il villaggio si trova proprio sulla linea che definisce il Circolo Polare Artico: due grandi colonne ne segnano il confine mentre una colonnina più piccola indica la temperatura, quasi sempre glaciale visto che la media annua a Rovaniemi è di 0.9 gradi! Il secondo aspetto interessante è il Santa Post Office: questo edificio, popolato da elfi, raccoglie le letterine di Natale da tutto il mondo. Curiosando in giro, ci fa molto ridere il fatto che moltissime persone non chiedano di esaudire desideri materiali, bensì domandino salute e… fidanzati!

La scena principale la occupa, naturalmente, Babbo Natale che ogni giorno incontra i fan che vengono da tutto il mondo. Per incontrare Santa bisogna mettersi in coda nel suo ufficio, pazientare il proprio turno e sfruttare il breve momento di una fotografia per scambiare qualche parolina insieme a lui. Incontrare Babbo Natale in persona è una esperienza indimenticabile e, se siete interessati, potete scoprirne di più qui.

Salutato il buon vecchio Santa, torniamo in centro città per cenare e trascorrere la notte al Lapland Hotel Ounasvaara Chalets , nella speranza (purtroppo per noi vana!) di scorgere in cielo la mitica Aurora Boreale.

Leggi anche: Rovaniemi, viaggio nella città di Babbo Natale

Giorno 2: Kalix

Il nostro secondo giorno in Lapponia inizia di mattina presto. Lasciamo infatti Rovaniemi per dirigerci oltre il confine finlandese ed entrare in Svezia alla scoperta del vero cuore della Lapponia. La nostra prima fermata è Kalix, nella contea di Norrbotten.

Kalix è di gran lunga uno dei posti più incredibili in cui siamo stati. Qui, infatti, il fiume Kalix – che dà il nome alla città – sfocia nel Golfo di Botnia creando un arcipelago con centinaia di isole che, nella stagione invernale, sono raggiungibili a piedi. Sia i fiumi che parte del mare sono infatti coperti da uno spesso strato di ghiaccio che cambia completamente l’aspetto di quest’area, offrendo la possibilità di attività all’aria aperta impensabili in estate. Una di queste è la corsa con le motoslitte su fiumi e mari. Noi la facciamo insieme a Orjen, il proprietario della Filipsborg Mansion, una splendida casa ottocentesca in cui siamo ospitati.

Un’altra attività possibile è la pesca. Direte voi: come si fa a pescare su un fiume ghiacciato? E in effetti è anche quello che ci siamo chiesti noi finchè non abbiamo incontrato Andreas. Chi è Andreas? È un giovane pescatore che abita a Kalix e che abbiamo avuto il piacere di accompagnare in una battuta di pesca. Andreas ha una tecnica tanto semplice quanto geniale: scava due buchi nel ghiaccio, li collega tra loro con una rete subacquea e li ricopre con delle tavole di legno in modo da evitare che le estremità della rete vengano inglobate dal ghiaccio. Torna poi ogni due giorni per tirare fuori la rete e raccogliere i pesci che sono rimasti intrappolati. E cosa se ne fa del pesce? Lo vende su Facebook!

La nostra prima giornata in Lapponia svedese si conclude con una cena alla Filipsborg Mansion (dove ha cenato anche il Re di Svezia, che onore per noi!) e con un’altra incredibile esperienza fortemente nordica: dormiamo in un igloo, all’Ice and Lights Village!

Filipsborg Mansion
La Filipsborg Mansion di Kalix ha ospitato più volte i reali di Svezia in visita nella regione

Giorno 3: Kukkola

Salutiamo con un po’ di dispiacere Kalix per dirigerci verso la prossima fermata: Kukkola. Questo piccolo villaggio di pescatori si trova sulla sponda ovest del fiume Tornio, il corso d’acqua che segna il confine tra Svezia e Finlandia.

Al nostro arrivo incontriamo Joanna, la titolare di Kukkolaforsen, il resort che ci ospita, e con lei andiamo alla scoperta del piccolo villaggio. Joanna ci spiega la storia di Kukkola, ci racconta la vita degli abitanti del posto e ci fa immergere nelle loro usanze culinarie cucinandoci il whitefish (lavarello) alla maniera tradizionale, davanti a un caldo fuoco.

Parlando con Joanna, scopriamo che Kukkolaforsen ha due particolarità. La prima riguarda la posizione del resort: in corrispondenza di Kukkola, il letto del fiume Tornio è largo poco più di 150 metri. Qui la corrente è così forte e la quantità d’acqua che scorre così grande che la superficie non ghiaccia mai. Dall’altro lato del fiume, c’è poi un piccolo villaggio che si chiama… Kukkola! Si trova in Finlandia ma, di fatto, è un tutt’uno con la versione svedese di Kukkola (quella in cui ci troviamo noi). Gli abitanti parlano lo stesso dialetto, hanno gli stessi usi e tradizioni ma vivono in due stati diversi con due fusi orari diversi, moneta diversa e lingua ufficiale diversa. Se pensate di essere confusi, allora immaginatevi quanto potessimo esserlo noi con cellulari e orologi continuamente in balia del cambio di fuso orario a seconda della cella telefonica a cui si attaccavano!

La seconda particolarità di Kukkolaforsen è la grande presenza di saune. Ce ne sono ben 16! Quella della sauna, infatti, è una tradizione irrinunciabile in Lapponia. E chi siamo noi per rinunciare alle tradizioni? Trascorriamo quindi la serata facendo dentro e fuori dalla sauna, prima di ritirarci nella nostra stanza e passare una notte insonne in attesa che l’Aurora Boreale si mostri a noi in tutta la sua bellezza. La vediamo? Ovviamente no…

Giorno 4: Miekojärvi

Il nostro quarto giorno in Lapponia ci porta a Miekojärvi, un microscopico centro abitato con meno di 20 residenti. Tra questi c’è Katharina, una giovane ragazza tedesca che ha scelto di venire a vivere qui insieme al suo fidanzato per dar vita al Mi.eko Basecamp. Sulla riva di un grande lago (ovviamente ghiacciato), Katharina ha creato una grande area in cui addestra una trentina di meravigliosi cani da slitta.

Chi ci conosce sa che non siamo proprio grandi amanti dei cani. L’affetto e le cure di Katharina ci hanno però fatto letteralmente innamorare di queste splendide creature e ci hanno convinto a seguirla in una folle escursione in mezzo alla natura. Ci siamo così lanciati di corsa sulla superficie del lago ghiacciato fino a raggiungere una grande foresta in cui i nostri nuovi amici a quattro zampe si sono divertiti un mondo facendoci stancare più di qualunque workout in palestra. C’è però una cosa che ha reso ancora più magica questa nostra esperienza: i colori del cielo. L’arancione del cielo tramonto (vedi la foto sotto) si riflette sulla bianca superficie del lago creando una magia di colori che mai avevamo provato prima. Katharina ci conferma che è proprio quello il motivo per cui ha scelto di venire qui a vivere. Rientrati al Mi.eko Basecamp decisamente distrutti dalla stanchezza, ci sediamo davanti al fuoco per la cena e per attendere l’arrivo dell’Aurora Boreale. Che ovviamente non arriva…

Mieko basecamp
Camminare sul lago ghiacciato in compagnia degli huskies è davvero molto emozionante

Giorno 5: Rantajärvi

L’esperienza di Miekojärvi ci ha ufficialmente introdotto al lato wild della Lapponia. Un lato che esploriamo fino al suo estremo nel nostro quinto giorno, che trascorriamo a Rantajärvi. In questa comunità, caratterizzata da poche case e una fabbrica che tratta legno, incontriamo Anders, un simpatico signore svedese che, insieme ad alcuni amici, ha dato vita al Naarajärvi Wilderness Camp. Si tratta di un camping costruito in mezzo ai boschi, con edifici in legno, due casette con 8 posti letto in totale, una sauna, un piccolo ristorante e un bagno. Beh, direte voi, qual è la particolarità? La particolarità è che qui non c’è… energia elettrica! Tutto il camping è alimentato da stufe a legna che forniscono riscaldamento, fuoco per cucinare e alimentano anche la sauna. L’idea di Anders e compagni è quella di riportare le persone a un contatto quanto più totale possibile con la natura, liberandole dai comfort e dalle apparecchiature della quotidianità. La nostra esperienza al Naarajärvi Wilderness Camp è indimenticabile e ve la raccontiamo in questo post: Abbiamo dormito in mezzo ai boschi della Lapponia in pieno inverno, senza luce e acqua corrente.

Naarajarvi Wilderness Camp
Il Naarajarvi Wilderness Camp: a sinistra il ristorante, a desta la griglia e in fondo la sauna

Giorno 6: Haparanda

Il nostro ultimo giorno in Lapponia lo trascorriamo ad Haparanda. Questa graziosa cittadina è famosa perché qui sorge l’Ikea più a nord del mondo. E anche se a noi può sembrare un record molto singolare, in realtà è un grande motivo di vanto per questa comunità. L’Ikea qui fu infatti fortemente voluta da Ingvar Kamprad, il fondatore della celebre catena di mobili svedese. Il suo enorme successo fu però merito anche di una brillante ragazza, Susan, che ne è stata responsabile marketing prima di lasciare la multinazionale e coronare il sogno di una vita: diventare proprietaria dell’Haparanda Stadshotell, una delle più belle strutture in cui siamo stati durante il nostro viaggio in Lapponia. È proprio lei a ospitarci e guidarci alla scoperta di Haparanda. Come Kukkola, Haparanda è separata dal fiume dalla sua città gemella: Tornio, appunto. Pur trovandosi in due stati diversi (e quindi con due fusi orari, moneta e lingua ufficiale diversi), Haparanda e Tornio formano una unica comunità molto unita. Susan ci guida alla scoperta di questa parte di Lapponia portandoci dapprima al Tornio Valley Museum, dove possiamo immergerci nella storia della zona e capire come si sia arrivati a questa divisione formale. Quindi ci fa conoscere ciò che più ci appassiona: la cucina della Lapponia di cui è tra i massimi esperti tanto da essere stata protagonista del numero di dicembre 2019 del magazine La Cucina Italiana. Infine, ci conduce per le strade di Haparanda mostrandoci quel che resta dell’antica pratica del contrabbando, molto comune durante la dominazione russa della Finlandia. Ad Haparanda, purtroppo, termina anche il nostro viaggio in Lapponia. È tempo di rientrare a Milano, ma ci facciamo una promessa: torneremo di nuovo in questa terra magica.

L’esterno dell’Haparanda Stadshotell, l’edificio più bello di Haparanda

Il nostro itinerario in Lapponia


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