Lofoten

10 giorni alle Lofoten: il nostro itinerario in Norvegia

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Quello che state per leggere è il racconto di un viaggio disorganizzato che si è però rivelato perfetto. Abbiamo deciso di partire per la Norvegia acquistando i voli solo due giorni prima e prenotando un unico hotel, quello in cui trascorrere la prima notte. Senza aver noleggiato un’auto, senza un’idea dei tempi e delle distanze, siamo riusciti a vivere uno dei viaggi più incredibili della nostra vita, scoprendo luoghi magici nel cuore della Norvegia settentrionale.

In questo post, vi raccontiamo il nostro itinerario di 10 giorni alle Isole Lofoten, in Norvegia.

Giorno 1: Milano-Oslo-Tromsø

L’aeroporto di Linate è chiuso per ristrutturazione, quindi si parte da Malpensa. Il nostro volo SAS atterra con la classica puntualità nordica a Oslo. Un aereo di piccole dimensioni ci porta quindi a Tromsø, la porta dell’Artico. A Milano c’erano 37 gradi, a Tromsø ne troviamo 11: una escursione termica di -26 gradi a cui ormai siamo abituati (ricordate il nostro viaggio a Ushuaia in pieno inverno australe?).
Recuperati i bagagli, raggiungiamo il Clarion Collection With dove trascorreremo la notte. Sono circa le 21 e la cucina è già chiusa (in Norvegia mangiano come le galline!), ma ci servono comunque qualcosa da mangiare.

Sole di mezzanotte a Tromsø

Il tempo di una passeggiata nella zona del porto e proviamo ad andare a dormire. Proviamo appunto, perché dormire è quasi impossibile. Siamo ad agosto e in questa zona della Norvegia c’è ancora il famoso sole di mezzanotte. Cosa significa? Significa che tra giugno e agosto il sole praticamente non tramonta mai e durante la “notte” il cielo si colora di una luce come quella qui sotto in foto. Se non si è abituati – e noi assolutamente non lo siamo – nella testa si scatena questo: all’inizio è tutto un “wow!”, dopo qualche ora diventa piacevole, quindi si inizia a provare un po’ di fastidio perché si ha voglia di dormire, infine si crolla di stanchezza ma si riposa poco e male! 

Sole di mezzanotte
Il sole di mezzanotte è uno spettacolo che colora le notti oltre il Circolo Polare Artico

Giorno 2: Tromsø-Senja

Il giorno seguente ci svegliamo alle 7 e il sole è già (o è meglio dire ancora?) alto nel cielo. Facciamo colazione, chiudiamo lo zaino, check-out dall’hotel e siamo pronti a dirigerci verso l’ufficio turistico per farci aiutare da Visit Tromso! a organizzare i nostri spostamenti. Non abbiamo una idea precisa di cosa fare, sappiamo solo che ci piacerebbe visitare le Isole Lofoten ma siamo aperti ad ogni opzione. Aiutati da una graziosa signora decidiamo di raggiungere le Lofoten passando da Senja, la seconda isola più grande di Norvegia che dista poco più di un’ora di macchina da Tromsø.

Il noleggio auto in Norvegia

Già, la macchina. Da casa avevamo dato un’occhiata ai costi dei noleggi: follia! Non avendo trovato nulla a meno di 200 euro al giorno, abbiamo deciso di partire senza prenotare l’auto e capire sul posto come spostarci. Accanto all’ufficio turistico troviamo un negozio Hertz e decidiamo di entrare a chiedere un preventivo. Ed ecco la prima sorpresa: ci offrono un suv (una ottima Ford Kuga) a “soli” 730 euro per 10 giorni. A quanto pare, i prezzi degli autonoleggi in Norvegia sono più alti dall’estero che in loco, ma su questo scriveremo un articolo che vi aiuterà a risparmiare sul noleggio auto in Norvegia. Saliamo a bordo e ci dirigiamo verso Senja.

Senja

La strada è fantastica: montagne a strapiombo sul mare, pochissime auto, molte pecore. Un futuristico ponte ci porta direttamente sull’isola dove, per lunghi tratti, siamo gli unici a percorrere le strette strade a ridosso del mare. Nel pomeriggio raggiungiamo Hamn i Senja, l’hotel dove trascorreremo la notte. Hamn era un vecchio villaggio di pescatori, oggi recuperato e riconvertito in struttura turistica con rorbuer (le tipiche case dei pescatori norvegesi), casette e stanze. Ci viene assegnata una piccola stanza con bagno privato, molto pulita e soprattutto con tende scure che ci consentiranno di dormire nonostante il sole di mezzanotte. Girare a piedi il villaggio di Hamn ci fa venire fame e decidiamo quindi di cenare nel ristorante dell’hotel con piatti a base di salmone e baccalà, scelta eccellente. Dopo cena, guardiamo dalla terrazza dell’hotel il sole di mezzanotte, quindi andiamo a dormire.

Hamn Senja
Quello ad Hamn è uno dei rorbu più belli dell’intera Norvegia

Giorno 3: Senja e Andenes

Abbiamo deciso di andare alle Lofoten passando per le Vesterålen, un altro arcipelago di isole che si trova leggermente più a Nord e che – ci dicono – è meno battuto dal turismo di massa. Il nostro punto di approdo nelle Vesterålen sarà Andenes dove arriveremo con il traghetto che salpa ogni giorno da Gryllefjord.

Trekking a Senja

La partenza della nave è prevista alle ore 15 quindi decidiamo di trascorrere la mattinata nella natura di Senja con un po’ di hiking. Proprio vicino al nostro hotel parte un percorso che in un paio d’ore ci porta ad attraversare un villaggio con un’ex miniera di carbone per raggiungere la cima di una collinetta da cui si dovrebbe riuscire a vedere quasi tutta l’isola. Essendo due tipici esemplari di milanese da ufficio, non siamo preparatissimi per queste attività in mezzo alla natura. Con un po’ di fatica e qualche impaccio, raggiungiamo comunque la vetta. La vista dall’alto giudicatela voi dalla foto qui sotto.

Traghetto Senja-Andenes

Verso pranzo iniziamo a spostarci in direzione di Gryllefjord dove arriviamo un po’ in anticipo rispetto alla partenza del traghetto: scelta saggia visto che non tutte le auto troveranno posto nella nave. Nell’attesa, passeggiamo per il molo e troviamo un baretto che fa anche da ufficio turistico. Il barista, molto simpatico, ci suggerisce di non comprare i biglietti a bordo ma di sfruttare una app che ci darà il 25% di sconto. Lo facciamo subito e risparmiamo un bel po’ di corone. Non male in un paese super caro come la Norvegia!
Alle 15 in punto, il traghetto inizia a imbarcare le auto e alle 15.30 si salpa verso Andenes. Il viaggio è piacevole, lo trascorriamo all’aperto sotto un tiepido sole che illumina i magici fiordi di questa parte di Norvegia. Proviamo anche ad aguzzare la vista per scorgere qualche balena, ma non abbiamo successo.

Andenes

Dopo un’ora e mezza di traversata, arriviamo ad Andenes trovando freddo e vento. Tanto freddo e tanto vento. Andenes è oggettivamente brutta. In giro non c’è nessuno, i negozi chiudono alle 15 e l’unica attività a cui siamo interessati – il Sea Safari per avvistare orche e balene – non è disponibile per i prossimi 3 giorni a causa del troppo vento. Decidiamo quindi di non perdere altro tempo e di ripartire subito il mattino seguente. Ceniamo al Lysthuset, consigliato dalla nostra Lonely Planet (ma non da noi, che suggeriamo invece Arresten, baretto-ristorante che propone piatti di qualità), dormiamo presso il Gronbuene Rorbu  e alle 8 in punto siamo pronti a ripartire.

Trekking Lofoten
Fare trekking nella Norvegia settentrionale regala panorami mozzafiato

Giorno 4: alle Lofoten dalle Vesterålen

Abbiamo deciso di raggiungere in giornata le Isole Lofoten. Durante il tragitto, il panorama che ci offrono le Vesterålen diventa sempre più gradevole man mano che scendiamo verso le Lofoten. Il vento si affievolisce e il sole diventa più caldo mentre la strada davanti a noi è praticamente sempre sgombra. Ci fermiamo lungo il tragitto in alcuni punti panoramici per scattare foto di natura che tanto non piacciono ad Alessandra.

Svolvaer

Dopo 3 ore di auto imbocchiamo finalmente la E10 (la strada che collega tutte le Lofoten) e giungiamo a Svolvaer, il principale centro abitato delle Lofoten, che si trova sull’isola di Austvagøy. Non abbiamo intenzione di fermarci qui molto, giusto il tempo per sgranchirci le gambe nella piazzetta principale e recuperare alcune informazioni nell’ufficio turistico.

Henningsvaer

Il primo assaggio con le vere Lofoten lo abbiamo quindi a Henningsvaer. Henningsvaer è un piccolo villaggio di pescatori molto ben conservato e per questo molto turistico. Troviamo a fatica un posto dove lasciare l’auto e iniziamo a passeggiare per le stradine fino a raggiungere il punto più suggestivo del villaggio: il suo campo da calcio. Potrà sembrare strano, ma il campo da calcio è davvero il luogo più fotografato di Henningsvaer! Il campo di erba sintetica è infatti incastonato tra le rocce ed è assolutamente spettacolare se visto dall’alto. Per fotografarlo al meglio serve però un drone, che noi abbiamo! Peccato però che non siamo capaci di usarlo e il risultato è piuttosto scadente…

Unstad

Senza scoraggiarci ripartiamo alla volta di Unstad. Unstad è un paesino di 20 case situato sull’isola di Vestvagøy, in una piccola valle protetta da una serie di montagne a ridosso sul mare. È un luogo molto tranquillo e con una bella spiaggia, per questo motivo alcuni ragazzi norvegesi hanno deciso di aprire qua un vero e proprio circolo di surf: l’Unstad Arctic Surf. Abbiamo affittato proprio qui un appartamento in cui trascorreremo le prossime due notti. Lasciamo i bagagli, ci laviamo e andiamo a mangiare un ottimo hamburger hawaiano. Dopo cena, ci rechiamo quindi in spiaggia per assistere a uno spettacolare tramonto sul mare prima di andare a dormire.

Trekking Unstad
La vista dalle montagne intorno a Ustad è tra le più belle di tutte le Lofoten

Giorno 5: Unstad e Eggum

Il quinto giorno in Norvegia lo dedichiamo ad entrare in contatto con le Lofoten e la loro essenza più autentica attraverso una delle attività più celebri: il trekking.

Trekking a Unstad

Partendo dal nostro appartamento, decidiamo di risalire le montagne alle spalle di Unstad in un circuito che ci è suggerito dai ragazzi dell’Artic Surf. Durante il cammino non troviamo anima viva, se non decine di pecore che ci guardano basite mentre noi proviamo a evitare le tracce che loro hanno disseminato ovunque. Divertiti dalla situazione, dopo un’oretta siamo già in cima. La vista dall’alto è magnifica, siamo stati bravi e pensiamo di meritarci una ricompensa. Decidiamo quindi di recarci a Lofoten Gårdysteri, una piccola fattoria che produce formaggi di capra. Qui ci mangiamo un toast e beviamo un succo di fragole norvegesi, quindi ci rimettiamo in cammino per tornare al nostro appartamento attraverso un sentiero diverso da quello dell’andata.

Eggum

Arriviamo a Unstad e decidiamo di sfidare la stanchezza con una gita pomeridiana: saliamo in macchina e ci dirigiamo a Eggum, una piccola località che si trova proprio alle spalle di una delle montagne che circondano Unstad. A Eggum ci sono un forte della Seconda Guerra Mondiale, una bella spiaggia e una scultura nota come The Head che pare sia molto instagrammabile. A Eggum c’è però anche un vento fortissimo. Il forte militare ha una storia interessante: qui si giocava infatti una battaglia cruciale nel secondo conflitto mondiale, con i tedeschi che ritenevano strategico il controllo del Mare del Nord per il timore di attacchi russi dall’alto. Lasciato il forte, ci avviamo per 2 kilometri lungo la spiaggia in direzione di The Head che è una scultura di un artista svizzero. Il vento è fortissimo e le uniche a non curarsene paiono essere alcune pecore che si rilassano beate sul verdissimo prato alla faccia dei turisti infreddoliti.

Cena a Unstad

Giusto il tempo di qualche foto alla scultura e decidiamo di tornarcene subito al caldo di Unstad dove concludiamo la nostra giornata con un altro hamburger (la cucina dell’Arctic Surf è buona ma non molto varia). 

The Head Lofoten
La scultura vicino alla spiaggia di Eggum è uno dei posti più “instagrammati” di tutte le Lofoten

Giorno 6: Uttakleiv, Haukland, Vikten e Nusfjord

Il nostro sesto giorno in Norvegia inizia a Unstad, luogo davvero bello che però lasciamo troppo presto. Il viaggio ci porterà oggi a Flakstadøy, la terza delle isole, dove trascorreremo due notti dormendo a Nusfjord.

Uttakleiv e Haukland

Prima di raggiungere questo borgo di pescatori, decidiamo però di trascorrere la mattinata sulle spiagge di Uttakleiv e Haukland. Ce le avevano descritte come bellissime spiagge di sabbia bianca ed effettivamente lo sono. Purtroppo per noi, però, la mattinata è piuttosto fredda e questo ci scoraggia dalla pazza idea che ci era venuta: fare il bagno! Lasciamo quindi le due spiagge ed entriamo a Flakstadøy guidando lungo una E10 che diventa sempre più trafficata.

Vikten

Prima di raggiungere la nostra meta finale, optiamo per una rapida deviazione a Vikten,un piccolissimo villaggio noto per il vetro che qui viene prodotto artigianalmente ed esportato in tutta Europa. Con un po’ di fortuna, abbiamo la possibilità di vedere un artigiano che, davanti ai nostri occhi, produce un coloratissimo vaso con grande maestria. Ancora 20 minuti di strada e raggiungiamo finalmente Nusfjord, dove prendiamo possesso del nostro alloggio e ci dedichiamo a un giro del piccolo borgo prima di cenare al ristorante Karoline e andare a dormire.

Leggi anche: Abbiamo dormito in un rorbu in Norvegia

Vetro Vikten
I soffiatori di vetro di Vikten producono vasi con la tecnica della soffiatura

Giorno 7: battuta di pesca alle Lofoten

Il settimo giorno alle Lofoten lo trascorriamo con una mattina piuttosto movimentata. Abbiamo infatti deciso di provare una battuta di pesca per pescare qualche merluzzo.

Pesca alle Lofoten

In compagnia di Jan, il nostro capitano norvegese, salpiamo a bordo di un peschereccio sul quale ci siamo solo noi e due ragazze di Oslo. Dopo qualche minuto di navigazione siamo già in alto mare e… inizia a piovere! Jan ci spiega allora le tecniche migliori usate ancora oggi dai pescatori per prendere i pesci e iniziamo quindi a pescare. Il bilancio è impietoso: Alessandra 6 pesci pescati, Davide 1 pesce pescato, ragazza norvegese mora 1 pesce pescato, ragazza norvegese bionda 0 pesci pescati. Con un chiaro vincitore, torniamo verso Nusfjord non prima di tentare – invano – un avvistamento alle aquile di mare che in questa zona sono molto numerose.
Per pranzo improvvisiamo una grigliata di pesce sul mare con griglia usa e getta acquistata al supermercato più vicino. Grande protagonista del pasto è ovviamente il pesce pescato in mattinata!

Il pomeriggio lo trascorriamo rilassandoci con un piccolissimo trekking nelle colline circostanti Nusfjord e con un’altra cena al ristorante Karoline: alle Lofoten non c’è molta scelta di ristoranti!

Nusfjord Lofoten
Nusfjord è tra i villaggi di pescatori più autentici delle Lofoten

Giorno 8: Reine, Hamnøy e Å a Moskenesøy

Ci lasciamo così alle spalle anche Flakstadøy e puntiamo decisi verso la più meridionale delle Lofoten raggiungibili in auto: Moskenesøy. Secondo la nostra Lonely Planet e diversi blog che abbiamo consultato, Moskenesøy è la più autentica delle Lofoten. Ci basta poco per capire che è davvero così ma anche che è di gran lunga la più turistica. Lungo la E10 troviamo infatti decine di camper, sempre più ingombranti sulle strettissime strade.

Hamnøy

La nostra prima fermata ci porta ad  Hamnøy, una spettacolare isoletta con un piccolo rorbu in cui è anche possibile dormire. Trascorriamo qui qualche ora scattando foto meravigliose in questo angolo di Lofoten stranamente semideserto, quindi ripartiamo alla volta di Sakrisøy, un altro borgo di pescatori molto caratteristico e incredibilmente sovraccarico di bar e ristoranti. Ci fermiamo per un caffè ad Anitas Sjømat, bar-gastronomia che vende anche carne di balena per i turisti più audaci.

Reine

Proseguendo sulla E10 arriviamo a Reine. Reine è un villaggio piuttosto grande ma con una caratteristica ben nota: uno dei panorami più belli delle intere Lofoten. Per raggiungerlo, bisogna scalare un monte con un trekking impegnativo di circa 1 ora e mezza. Individuarlo non è difficile: le auto strabordano nel piccolo parcheggio e occupano ogni angolo della strada. Per questioni di tempo, noi decidiamo di non avventurarci lungo il sentiero che porta in cima ma vi consigliamo assolutamente di farlo se passate da quelle parti.

Å

A fine giornata arriviamo finalmente ad Å, la nostra destinazione finale dove passeremo la notte. Å vanta un record secondo noi poco invidiabile: è il centro abitato col nome più corto al mondo. Al di là di questo, Å è molto carino: si tratta di un villaggio di pescatori perfettamente conservato, un po’ troppo pieno di turisti forse, ma sicuramente autentico. Passeggiamo per le stradine di Å, quindi ceniamo e andiamo a dormire presso il Lofoten Fishing.

Å Lofoten
Il villaggio di Å vanta il poco invidiabile record di paese col nome più corto al mondo

Giorno 9: dalle Lofoten a Narvik

Il giorno 9 arriva e con lui il momento per noi di iniziare la risalita verso Tromsø. Abbiamo deciso di risalire la E10 e di arrivare a Narvik: questo ci porterà via dalle Lofoten con un giorno di anticipo ma ci eviterà di fare una tirata di oltre 8 ore di guida nell’ultimo giorno, dandoci un po’ di tempo per visitare Tromsø.

Kvalvika e Ramberg

Nel tornare indietro, decidiamo di fermarci a Kvalvika e Ramberg, due spiagge che non avevamo visto e che meritano effettivamente una visita. Verso l’ora di pranzo siamo a Svolvaer dove ci concediamo un’oretta per mangiare un boccone. Altre 3 ore di strada e raggiungiamo la terraferma, arrivando a Narvik.

Narvik

Narvik è una vera e propria città: ci sono strade, negozi, palazzoni (uno di questi è lo Scandic Hotel, in cui trascorriamo la notte) e fabbriche, tante fabbriche. Passeggiamo per le vie del “centro” sotto una leggera pioggerellina, ci mangiamo un ottimo hamburger e concludiamo la serata con un meritatissimo drink al bar panoramico situato al 16esimo piano del nostro hotel.

Lofoten
Le Isole Lofoten offrono paesaggi da cartolina in ogni angolo dell’arcipelago

Giorno 10: di nuovo a Tromsø

Il nostro rientro a Tromsø si conclude dopo 3 ore e mezza di strada con l’incubo degli autovelox: sono praticamente ovunque e ci obbligano a tenere velocità ridicole (50 km/h) su strade a percorrenza veloce! Riusciamo comunque ad evitare multe e a tornare a Tromsø in tempo per riconsegnare l’auto a Hertz. Il racconto dei nostri 2 giorni a Tromsø ve lo rimandiamo ad un altro post ma vi anticipiamo già ora una cosa: è stato davvero spassoso!

Tromso Norvegia
Tromso è una delle città più affascinanti della Norvegia dove poter vedere l’aurora boreale

L’itinerario completo


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2 Comments

  1. Bella la Norvegia ci voglio tornare e prendere spunto dal vostro itinerario. Davide, come forse ricorderai veniamo da quasi 3 settimane in Giappone, l’escursione termica che hai descritto l’avrei pagata oro 🙂

    1. si vero, il Giappone ad agosto è una sauna!

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