Voliamo a Londra per tifare l’AFC Wimbledon

Ok avete ragione, siamo un po’ spariti dal blog. Il fatto è che negli ultimi due mesi siamo entrati in un frullatore fatto di mille impegni, non solo lavorativi, che ci hanno obbligato a trascurare la nostra grande passione per i viaggi.

Ciò non vuol dire però che siamo stati con le mani in mano. In questo periodo siamo infatti volati in Germania, in Cina e a Londra. Viaggi che abbiamo affrontato senza quello spirito social che ci ha contraddistinto negli ultimi due anni, ma di cui vi renderemo comunque conto nei prossimi giorni cominciando proprio da questo post in cui vi racconteremo di una giornata un po’ insolita: una trasferta londinese per guardare una partita di calcio.

Calcio? Sì, calcio! Ma se siete stupiti per questa nostra scelta, aspettate di leggere che partita siamo andati a vedere! Già, perché l’incontro non è uno della blasonatissima Premier League, bensì una modesta sfida di metà classifica in League One, la terza serie inglese, tra Afc Wimbledon e Walsall. Il perché di questa scelta e il racconto della giornata li trovate qui di seguito.

L’entrata principale dello stadio di Kingsmeadow

Perché l’Afc Wimbledon

Tra le decine di affascinanti storie di calcio inglese, quella dell’AFC Wimbledon è senza dubbio la più singolare. Il club è di gran lunga il più giovane di tutto il calcio professionistico britannico, essendo stato fondato solamente il 30 maggio 2002 a seguito della controversa operazione che ha portato lo storico Wimbledon Football Club a trasferirsi nella neonata cittadina di Milton Keynes, a circa 130 km di distanza da Londra. Un gruppo di tifosi, guidato da Kris Stewart, diede vita ad una associazione con l’obiettivo di ridare la squadra di calcio alla comunità di Wimbledon. In pochi giorni è quindi nato questo club che ha subito attirato la simpatia di migliaia di appassionati e anche di quei geni della Sports Interactive che da subito hanno deciso di sostenere il progetto. Partito dalla decima serie, l’Afc Wimbledon è oggi una bellissima realtà militante in terza divisione con un nucleo di tifosi appassionatissimi e volenterosi che puntano a costruire presto un nuovo grande stadio per risalire ulteriormente la piramide calcistica britannica.

Lo stadio di Kingsmeadow

Già, lo stadio. Attualmente l’Afc Wimbledon gioca le sue gare casalinghe a Kingsmeadow, nella zona di Kingston Upon Thames. Lo stadio, oggi conosciuto anche come Cherry Red Records Stadium per motivi di sponsor, è davvero piccolo: al suo interno possono essere ospitati un massimo di 4.850 spettatori, ma sono solo poco più di 2mila quelli con un posto a sedere. Il modo più semplice per raggiungerlo è tramite treno fino alla stazione di Norbiton, da cui dista una decina di minuti a piedi. Nonostante le ridotte dimensioni, offre tutto quello di cui i tifosi dell’Afc hanno bisogno: un bar abbastanza grande da poter servire da bere ai fan, un chioschetto per hot dog e cheeseburger, un paio di bancarelle con spille e programmi della partita e infine un minuscolo negozio in cui è possibile acquistare merchandising ufficiale del club. Ovviamente è presente anche una biglietteria anche se non sempre è possibile trovare biglietti disponibili visto che lo stadio è spesso sold-out (noi fortunatamente li avevamo acquistati via internet nei giorni precedenti).

Un momento della partita tra Afc Wimbledon e Walsall

La Partita

Il livello del calcio di terza serie inglese è sorprendentemente buono, anche in una sfida di metà classifica come quella tra Afc Wimbledon e Walsall. Entrati allo stadio ci posizioniamo in primissima fila al centro del RyGas Stand, posti rigorosamente in piedi dietro le panchine. Durante il riscaldamento, inizia uno dei tanti momenti divertenti della giornata: l’ala sinistra, Andy Barcham, corre sotto la tribuna quando un anziano signore alle nostre spalle gli urla “Come on Andy!”. A quel punto lui sorprendentemente si gira e risponde “Hey what’s up Carl?”. Un clima amichevole e familiare che si riversa anche sugli spalti. Tutti sembrano conoscersi, si salutano e coinvolgono chi, come noi, sta un attimo in disparte. Iniziata la gara, la squadra di casa va subito sotto di due gol nella prima mezz’ora. La rete della stella Lyle Taylor (giocatore originario di Montserrat!) riapre la sfida. Alla nostra sinistra i tifosi più rumorosi cantano incessantemente sostenendo i loro beniamini in un tentativo di rimonta che però non si concretizza. Al triplice fischio non c’è delusione, ma solo applausi e strette di mano tra i tifosi delle due squadre che si mischiano nell’uscita dallo stadio dandosi appuntamento alla gara di ritorno.

Noi ce ne andiamo soddisfatti e arricchiti: d’altra parte viaggiare non vuol dire proprio questo?

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