Bandipur – un tranquillo villaggio tra i colli nepalesi

“Come si chiamano quelle montagne?”
“Non hanno nome. In Nepal le montagne sotto i 4mila metri sono considerate colline e non hanno nome”

Bandipur è un grazioso villaggio situato tra i colli nepalesi, più o meno a metà strada tra Kathmandu e Pokhara.

Lo raggiungiamo in auto partendo all’alba dalla capitale ed evitandoci quindi il traffico delle prime ore del mattino. Abbiamo con noi una guida, Maila, e un autista, Buddhi. Dopo pochi minuti li abbiamo già ribattezzati: la guida è per noi Umberto, in onore del mitico (S)maila, mentre l’autista diventa Bernardo, visto lo stesso livello di loquacitá dell’assistente di Zorro.
La strada da Kathmandu a Bandipur è davvero gradevole. Il traffico è accettabile, le buche sono poche e il panorama intorno a noi è maestoso.
Percorriamo i 150km di distanza in poco meno di 5 ore (!).

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Appena arrivati, ci registriamo in hotel e ci buttiamo subito in una mensa dove la pulizia non è proprio la regola primaria. Haccp, questo sconosciuto! In ogni caso, superati i pregiudizi, il cibo è buono e ci servirà per l’impegnativo pomeriggio che ci attende.
Con Maila iniziamo la visita di Bandipur. La nostra guida ci spiega che questo piccolo villaggio non è molto distante dall’epicentro del tragico terremoto del 2015 che però non lo ha scalfito se non leggermente. Nel corso degli anni c’è stato un impegno collettivo per promuovere questo luogo: oggi sono moltissimi i turisti che arrivano qui per perdersi in un posto che sembra al di fuori del tempo. La bassissima stagione, però, fa si che oltre a noi ci siano solo altre due coppie di occidentali e un gruppetto di turisti cinesi. Possiamo quindi girare tranquillamente godendoci la vita del posto.

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Bandipur si sviluppa lungo una via principale: la prima parte è quella della città storica. Qui sorgono prevalentemente hotel, tavole calde e negozietti di souvenir o accessori. Al termine della via si trova una piazzetta dove sorge un piccolo tempio, chiamato Bindebasini. Da qui inizia la parte nuova. Ci incamminiamo con Maila che ci fa notare molte scene di vita quotidiana: un sarto, un produttore di liquore, una donna che prepara i momo (ravioli nepalesi). La strada, sempre dritta, ci porta a un altro piccolo tempio, Mahalaxi, che sorge sotto ad un albero sacro dove i fedeli buddisti vengono a pregare di mattina. A pochi passi si trova una grande fontana di acqua sorgiva dove una donna fa il bucato. È una scena davvero insolita per noi, abituati come siamo alle lavatrici. Ci fermiamo quindi a parlare con lei prima di spostarci in una vicina scuola. Maila ci spiega che qui vengono accuditi i bimbi più poveri del villaggio che saranno istruiti fino all’età di 5 anni. Ci fermiamo a giocare un po’ con loro, grazie alla disponibilità delle maestre.
Prima che si faccia troppo tardi, però, lasciamo la scuola e ci dirigiamo verso una delle tante colline che sovrastano Bandipur.

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Ci sono 28 gradi ma la fortissima umidità ce ne fa percepire molti di più. Percorriamo un migliaio di rapidissimi scalini e in poco più di 40 minuti (pause comprese!) arriviamo in cima. La vista dall’alto è incantevole. Da un lato abbiamo Bandipur,dall’altro una immensa vallata in cui scorgiamo decine di piccolissimi villaggi. L’aria è fresca e purissima, una sensazione davvero bellissima.
Dopo esserci asciugati dal sudore e ripresi dalla fatica, torniamo in paese. Ci attende un meritato tè caldo presso la Pradhan Guest House. Il blackout ci scollega subito dal wifi e allora ne approfittiamo per goderci la vista di una decina di bimbi che giocano scalzi in strada. Tutto è davvero privo di stress e scorre con la più totale naturalezza.

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Concludiamo la giornata con una cena tipica nepalese. Domani mattina ci trasferiamo a Pokhara, ma un po’ ci spiace lasciare questo posto. Namastè!