OKC Experience – La vita dei cowboy a Stockyards City

Se siete degli appassionati di film western ed essere un cowboy è quello che avete sognato fin da bambini, allora non c’è posto migliore di Stockyards City! Grazie al supporto di Visit OKC, l’ente del turismo di Oklahoma City, abbiamo avuto l’onore di scoprire ogni angolo di questo luogo senza tempo, vivendo emozioni speciali che difficilmente dimenticheremo.

Prima di raccontarvi la nostra esperienza è bene spiegare cos’è Stockyards City. Fondato nel 1910, questo quartiere sembra oggi un vero e proprio villaggio alle porte di Oklahoma City. Vi si possono trovare negozi “western” di qualunque tipo: dai produttori artigianali di cappelli ai negozi di jeans, dalle boutique con migliaia di stivali diversi, fino alle armerie con coltelli e pistole di ogni genere, ma anche negozi di camicie, speroni, cinture e tutto quello che la narrativa cinematografica ci ha raccontato in centinaia di film. Il cuore pulsante di Stockyards City è senza dubbio  l’Oklahoma National Stockyard, il più grande mercato dei bovini al mondo che ogni lunedì e martedì attira migliaia di cowboy da ogni parte dello Stato per dar vita alle aste del bestiame. E fate attenzione: stiamo parlando di veri e propri cowboy, non delle solite attrazioni per turisti!

National Stockyard

Anche nel 2016, il mestiere del cowboy è preso molto seriamente nello stato dell’Oklahoma. “E’ una vocazione, vuol dire amare la propria terra e i propri animali, prendendosene cura con lo stesso spirito dei nostri padri – ci racconta Ken, la nostra guida, che aggiunge – Frequento questo luogo da oltre 60 anni e posso dire che molto è cambiato, ma non l’amore e la passione della gente che vive qui”. Ken è un agente immobiliare in pensione e proviene da una famiglia di rancheros da diverse generazioni. Lo incontriamo davanti al Cattleman’s Steakhouse, il più antico ristorante della zona, fondato nel 1910 insieme al National Stockyard. Nonostante i 40 anni di differenza tra noi, l’empatia con Ken è immediata: è impossibile non affezionarsi ad una persona così solare ed innamorata della propria terra.

Nel quartiere, Ken conosce tutti e a tutti ci presenta come “una giovane coppia di travel blogger italiani in viaggio lungo la Route 66”. Riceviamo affetto e complimenti da chiunque incontriamo. C’è davvero un clima stupendo a Stockyards City!

Partiamo dal Langston’s Western Wear, un enorme negozio di abiti da cowboy: sicuramente non esiste al mondo un altro posto con così tanti tipi di stivali diversi! Proseguiamo fermandoci in una bottega che propone tappeti di pelle animale e oggettistica di vario genere. Il negozio è gestito da due giovani sorelle molto simpatiche che entrano subito in sintonia con Alessandra e le mostrano un antipaticissimo cartello in legno con sopra scritto “Husband for sale comes with flat screen and remote…”. Non si sa come, ma il cartello è riuscito ad arrivare fino a casa nostra a Milano!

La fermata successiva è da Shortys, un negozio di cappelli fatti a mano. Ken ci spiega il processo di produzione, ma soprattutto le varie fasi che, dalla scelta del cappello, portano all’acquisto. Non è semplice come sembra: innanzitutto è fondamentale prendere le misure esatte della testa del cliente (un cappello troppo stretto, infatti, non può essere allargato). I passi successivi sono quelli più lunghi: occorre sceglierne la forma, la grandezza, la curvatura, le incisioni e, solo quando tutto è definito si può partire con la produzione. I cappelli di Shortys non sono molto economici, ma sono vere e proprie opere d’arte richieste da ogni parte del mondo.

Dopo un giro alla scoperta dell’atmosfera del quartiere, arriviamo finalmente al National Stockyards. Purtroppo lo visitiamo in un giorno in cui non ci sono aste, ma è davvero un luogo imponente e attrezzatissimo. I camion si susseguono all’ingresso dei vari recinti per far entrare il bestiame, mentre intorno a noi alcuni acquirenti studiano gli acquisti che dovranno fare il lunedì.

Anche in questo caso, Ken è più che disponibile nel darci un’idea di quello che succederà qui nei prossimi giorni e a farci vedere la zona da un punto di vista privilegiato: disinteressandosi delle regole del posto, ci fa salire su una scala dalla quale si ha una visione d’insieme di tutta l’area.

Dopo ore in giro per il quartiere, iniziamo a sentire un senso di fame e torniamo al Cattleman’s Steakhouse: ovviamente è lì che ceneremo! Il ristorante non accetta prenotazioni ed è letteralmente strapieno. Fortunatamente un ottimo margarita ci allieta l’attesa, prima di una cena a base di carne alla brace circondati da tavolate di cowboy!

dscn1957

 

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