Kevin Mueller, proprietario del motel più famoso della Route 66, ci racconta la sua Mother Road

Il Blue Swallow Motel è sicuramente la struttura più nota della Route 66. Costruito nel 1939, ha mantenuto per oltre 75 anni la sua identità, nonostante le diverse ristrutturazioni e i passaggi di proprietà che ne hanno segnato la storia.
Dal 1993 il Motel è iscritto nel Registro Nazionale dei luoghi storici degli Stati Uniti e continua ad accogliere turisti provenienti da tutto il mondo.

Noi abbiamo contattato l’attuale proprietario, Kevin Muller, che gestisce il Motel insieme a sua moglie Nancy, a suo figlio Cameron e a sua nuora Jessica, e gli abbiamo chiesto di dirci la sua sulla Route 66 e sulla città che lo ospita (Tucumcari, in New Mexico).

 

  1. Come ci si sente ad essere proprietari del motel più popolare sulla Route 66?

A volte è molto faticoso, a fine giornata siamo distrutti! Durante i mesi di lavoro più intensi (da aprile a novembre), il motel è al completo tutte le notti ed è già abbastanza difficile preparare le stanze per gli ospiti del giorno successivo. Poi ci sono i turisti che, nel corso della giornata, si fermano per visitare l’edificio, scattare qualche fotografia e farci delle domande. Tutto a ritmo serratissimo!

Ogni giorno, inoltre, abbiamo a che fare con la parte di manutenzione: dobbiamo aggiustare quello che si rompe, dipingere, lavorare sulle nostre macchine antiche,…

Quando tutto è pronto per ricevere i prossimi ospiti, di solito nel primo pomeriggio, proviamo a rilassarci, ma capita spesso che qualcuno arrivi prima per il check-in, o che i turisti sbircino dalla finestra e ci chiamino per qualche motivo.

A volte è veramente un casino, ma noi lo definiamo “un casino felice”! Per noi è molto importante mantenere il Blue Swallow in modo che rimanga meta dei turisti per molti anni ancora.

Da un punto di vista economico, comunque, abbiamo molte soddisfazioni. Siamo in grado di affittare abbastanza stanze e di vendere abbastanza souvenir da poterci permettere uno stile di vita adeguato, ma anche da avere soldi da investire nel motel. Altri posti meno conosciuti non sono così fortunati.

 

  1. Quante persone si fermano al Blue Swallow Motel ogni anno?

E’ impossibile contarle! Saranno a migliaia, ma se consideriamo anche le persone che si fermano solo per scattare qualche fotografia il numero è probabilmente nell’ordine delle centinaia di migliaia. Il Blue Swallow è molto noto, per fortuna!

 

  1. Il Blue Swallow Motel è un punto di riferimento per le persone che percorrono la Route 66: sentite di dover proteggere un patrimonio storico?

Certamente! Una parte importante di quello che facciamo è cercare di preservare la vecchia proprietà, in modo che i turisti possano venire a visitarla per molti anni in futuro. Il Blue Swallow è famoso per la sua insegna al neon e noi lavoriamo sodo per fare in modo che continui a risplendere ogni notte.

Il neon è uno dei motivi principali per cui la gente viene qui, quindi è normale ci preoccupiamo che funzioni. A Tucumcari non esistono aziende che ne facciano la manutenzione, quindi io e mio figlio Cameron abbiamo imparato a farlo da soli. Quando abbiamo bisogno di nuovi tubi li acquistiamo ad Amarillo o Albuquerque.

Dubito che le persone che hanno costruito il Blue Swallow Court nel 1939 pensassero che il motel avrebbe continuato ad ospitare turisti più di 75 anni dopo.

Photo credits: Kevin Mueller
Photo credits: Kevin Mueller

 

  1. Come descriveresti Tucumcari ad una persona che non ne ha mai sentito parlare (in Italia ne esistono parecchie)? In che modo è diversa dalle altre città del New Mexico?

Tucumcari è una tappa naturale per i viaggiatori da moltissimi anni. Quando è stata costruita la ferrovia, e poi le strade, è rimasta una località strategica, punto di congiungimento di diverse autostrade, compresa la 66.

Nel periodo d’oro della Route 66, la città era piena di aziende e negozi dedicati ai viaggiatori, inclusi motel, bar, stazioni di servizio e negozi di souvenir. Molti esistono ancora.

Tucumcari è la città in cui inizia il vero west nella mente delle persone; gli spazi aperti, le viste spettacolari, i ranch pieni di bestiame sono tutte quelle cose a cui si pensa quando si parla del sud-ovest americano. E’ stata una città del “wild-west” con una grande storia! E’ diversa da molte altre località del New Mexico perchè buona parte della sua storia è ancora in vita: non è stata trasformata in una colonia di artisti come è successo a Santa Fe o Taos, ma continua ad essere, fin dal 1800, il punto di partenza per i viaggiatori che vogliono visitare il New Mexico.

 

  1. Che significato ha la Route 66 per Tucumcari e viceversa?

La Route 66 per la città di Tucumcari è una fonte di guadagno. E’ parte della storia della città, perché ne è stata la strada principale fin dal 1926.

Noi facciamo tutto il possibile perché i turisti rimangano in città, visitino i musei, si fermino nei ristoranti e nei motel e acquistino dai negozi. Quando siamo al completo,  ci sono altri tre motel (tutti più recenti del Blue Swallow ma comunque antichi) che raccomandiamo ai viaggiatori, nella speranza che passino la notte nella nostra città.

Tucumcari è il tipo di città dell’ovest che i viaggiatori che percorrono la Route 66 non vedono l’ora di visitare. Vicina al centro della Route, consente ai turisti di misurare i propri progressi, fare una pausa a metà del viaggio e pianificarne la seconda parte.

Photo credits: Kevin Mueller
Photo credits: Kevin Mueller
  1. Com’è cambiata la Route 66 negli anni?

Ha perso importanza: non è più una delle autostrade principali degli Stati Uniti, adesso è principalmente una meta turistica. Dopo lo smantellamento, per un periodo sembrava che fosse stata dimenticata sia dall’America che dal mondo. Oggi, grazie al lavoro di promozione di persone come Angel Delgadillo di Seligman, in Arizona, Bob Waldmire di Springfield, in Missouri, e alla nostalgia dei “bei vecchi tempi”, la Route 66 è tornata ad essere un luogo di interesse per i viaggiatori.  Fortunatamente ci sono ancora molte opportunità per gli impenditori!

 

  1. Pensi che la Route 66 sia diventata un’attrazione troppo turistica e che abbia perso la sua essenza?

Penso che ci sia il pericolo che questo accada, ma che al momento non sia ancora successo.

Ci sono moltissimi murales e segnali stradali antichi, che sono molto amati dai turisti. Per capire cosa significava fare un viaggio sulla Route 66 in passato, è importante frequentare i posti giusti: motel vintage, ristoranti unici, negozi particolari. Credo che al momento ci sia il giusto mix di attrazioni nuove e zone antiche e mai ristrutturate, persone con cui parlare, tratti della vecchia strada. E ovviamente lungo tutta la Route c’è uno scenario favoloso!

Un viaggio sulla Route 66 è un’esperienza mozzafiato e un’opportunità di vedere un’America diversa, priva della classica omogeneizzazione e delle catene di negozi note in tutto il mondo. Questa è la vera essenza della Route oggi.

 

3 pensieri riguardo “Kevin Mueller, proprietario del motel più famoso della Route 66, ci racconta la sua Mother Road

  1. Ecco, l’esperienza della Route 66 la farei proprio volentieri!
    È bello rendersi conto che ci sono delle persone con una loro storia dietro le strutture che ospitano i viaggiatori: di solito non ci penso mai a questo aspetto. Complimenti per aver avuto l’idea di raccontare la storia di questa famiglia: un nuovo punto di vista sui viaggi.
    Buona serata, Silvia.

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