I mille volti di Tokyo, dal mercato del pesce alla moda di Ginza

Uno dei motivi per cui Tokyo ci ha affascinati così tanto è la sua capacità di cambiare volto continuamente: i vari quartieri della città sembrano fare parte di realtà completamente diverse, inconciliabili tra loro.

Pesci mai visti al mercato Tsukiji

La mattinata di oggi è dedicata al mercato Tsukiji di Tokyo, il più famoso del paese. L’aspetto più interessante di quest’area della città è il momento dell’asta, che si tiene alle 6 del mattino e che vede i pescatori vendere i propri prodotti ai più importanti ristoratori della zona.

Nonostante la curiosità, abbiamo deciso di non presenziare, perché, da quello che ci è stato raccontato, i turisti si mettono in fila fuori dai cancelli a partire dalle 4 (qualcuno anche prima) ma solo una decina di persone può entrare. Il rischio, quindi, è quello di alzarsi all’alba, aspettare due ore in coda e non riuscire a partecipare.

Impieghiamo più di mezz’ora per capire dove sia l’ingresso e rischiamo più di essere investiti dai mezzi che trasportano le scatole, poi finalmente ci troviamo all’interno e passeggiamo. Una volta dentro, vediamo di tutto: dai giganteschi tonni pinne gialle (sì, proprio loro, quelli della pubblicità) alle cozze grandi come la nostra testa. Il mercato pullula di ristorantini di sushi e, nonostante siano le 9.00, sono completamente pieni! Noi abbiamo fatto da poco colazione e non ce la sentiamo di darci al pesce crudo, ma lo consigliamo caldamente a chi è più forte i stomaco di noi.

Finito il giro, torniamo nella zona del nostro hotel, dove c’è ancora qualche edificio che vogliamo visitare.

A Ginza tra l’Advertising Museum e il Sony Building

Il primo è l’Advertising Museum, che si trova nello stesso complesso di edifici del nostro hotel. Il museo è gratuito ed è davvero interessante: dopo una prima area dedicata alla pubblicità in Giappone, visitiamo una stanza dedicata all’evoluzione della comunicazione negli anni, per poi arrivare alla sezione dedicata all’adv sociale o di provocazione.

Usciamo e Davide trova finalmente quello che sta cercando da 10 giorni: le palline di riso che Goku mangia nelle puntate di Dragon Ball!!! Ne prende una e la degusta facendo apprezzamenti quasi esagerati, sottolineando che si tratta del cibo giapponese più buono che lui abbiamo mai mangiato (addirittura!?!?).

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Io non ho fame, mi fermerò più tardi a mangiare un toast….

Adesso è il momento del Sony Building. Sulla Lonely Planet leggiamo “Venite qui per giocare con i gadget che la Sony non ha ancora messo in commercio”….WOW!!! Entriamo convinti di trovare una sorta di JoyPolis super tecnologica, ma…no! Su 8 piani, 5 sono dedicati alle macchine fotografiche, gli altri ai rimanenti prodotti. L’unica area interessante sembra essere quella dedicata alle consolle di gioco, quindi ci fermiamo per fare qualche partita. Non so come, io riesco a bloccare 1 PlayStation e 2 PSP, quindi la smetto e mi siedo buona buona, per evitare di fare danni nell’attesa che Davide concluda la sua partita a Fifa.

Ce ne andiamo un po’ delusi – sinceramente ci aspettavamo qualcosa di meglio – e ci dirigiamo verso un luogo che di sicuro ci lascerà soddisfatti: il palazzo imperiale.

 

Il Palazzo Imperiale di Tokyo – il fascino di una struttura non visitabile

Dimenticavo: piove! Chi l’avrebbe mai detto… La nostra idea iniziale di andare a piedi fino alla nostra prossima tappa, quindi, viene sostituita dalla decisione ferrea di prendere la metropolitana.

Scendiamo a Ginza, carichiamo il Pasmo (la tessera ricaricabile per i mezzi) (link) e arriviamo fino alla fermata di Otemachi.  Nel nostro tragitto verso il palazzo, attuale residenza dell’Imperatore, passiamo sul ponte Nihonbashi, il “centro geografico” della città, perché nel periodo Edo tutte le distanze venivano misurate a partire da qui.

Il Palazzo Imperiale, purtroppo, non è visitabile, mentre i giardini lo sono ma solo con visita guidata da prenotare con largo anticipo (cosa che noi ovviamente non abbiamo fatto). L’unica area aperta al pubblico è il giardino orientale, che attraversiamo e dal quale riusciamo a vedere almeno in parte gli esterni dell’edificio.

Per consolarci decidiamo di fare una seconda esperienza con il karaoke sulla strada che da Ginza porta a Roppongi, la zona in cui siamo stati ieri sera ma non abbiamo fatto in tempo a visitare. Anche qui non siamo particolarmente fortunati: rispetto alla nostra esperienza precedente questa è abbastanza deludente, le canzoni sono poche e spesso i testi non sono quelli corretti. Ci divertiamo comunque ma con il senno di poi saremmo tornati in quel palazzo di otto piani

In viaggio verso Roppongi

A questo punto decidiamo di proseguire a piedi fino a Roppongi…e ci mettiamo veramente tantissimo. Nel passare vediamo una serie di edifici che non conosciamo ma li fotografiamo comunque, non si sa mai. Nel tragitto incontriamo una ragazza a cui chiediamo indicazioni: a quanto pare siamo vicini, quindi proseguiamo ma…niente!!!

Ci mettiamo più di un’ora e quando arriviamo è buio e siamo distrutti! Facciamo un giro per il quartiere con l’intento di salire sulla Tokyo Tower ma è ancora lontanissima, il cielo è molto nuvoloso ed è già ora di cena, quindi evitiamo.

Giriamo per il quartiere alla ricerca di un ristorante ma non sappiamo deciderci. Alla fine ci buttiamo su un ristorante italiano (ma perché???) che ovviamente non ci lascia un ricordo particolarmente positivo. Torniamo distrutti in hotel, visti tutti i kilometri che abbiamo percorso sicuramente stanotte dormiremo benissimo!!!

 

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