Un tour con Michiro, la nostra Kyoto free guide!

 

Oggi è la giornata del tour con la nostra guida Michiro Takei, trovata grazie all’utilissimo sito Kyoto Free Guide.

Lo abbiamo sentito nei giorni precedenti al viaggio e adesso abbiamo appuntamento con lui nella hall dell’hotel per partire.

Michiro si presenta puntualissimo, tipico dei giapponesi, fornito di zainetto e raccoglitori con tutte le informazioni necessarie per  svolgere al meglio il suo compito. Il tempo delle presentazioni, di un piccolo regalo da parte sua per il nostro matrimonio (due ventagli tipici) e partiamo!

 

Kinkakuji – il Tempio del padiglione d’oro

Anche oggi dobbiamo prendere i mezzi pubblici, ma con l’aiuto della guida è tutto più semplice!

Dopo circa 50 minuti di viaggio in cui ci raccontiamo alcuni dettagli delle nostre rispettive vite, arriviamo al Kikakuji, la Pagoda d’Oro costruita nel 1397 come villa per lo Shogun.

Michiro è preparatissimo e pieno di entusiasmo: con l’aiuto dei suoi raccoglitori, che contengono immagini, date e parole chiave, ci racconta la storia appassionante della lotta tra shogun (il capo dei Samurai) e imperatore e ci descrive i simboli presenti all’interno del Kinkakuji. Impariamo la differenza tra religione buddista e shintoista, sappiamo distinguere le diverse tipologie di templi e le differenti statue di buddha, iniziamo a svolgere i rituali spirituali con un’idea del loro significato.

Il tempio è davvero incantevole e fotografarlo da diverse angolazioni consente di scoprirne ogni volta un aspetto diverso. Gli elementi simbolici non mancano: la forma delle isole, i diversi piani dedicati all’imperatore e al faraone, i colori…tutto adesso, grazie alle spiegazioni della nostra guida, ha un senso.

 

Ryoanji – il tempio con il più famoso giardino Zen

Ancora affascinati dalla nostra prima tappa ci dirigiamo al secondo tempio, che raggiungeremo in autobus. Mentre aspettiamo alla fermata Michiro è costretto a farci notare che, da bravi italiani, stiamo saltando l’ordinatissima fila indiana che si allunga sul marciapiede e di cui non ci eravamo nemmeno accorti.

Una ventina di minuti sull’autobus (dove tra l’altro l’aria condizionata è freddissima) e siamo al Ryoanji! Questa volta l’intenzione della nostra guida è diversa: se prima voleva mostrarci la parte storica di Kyoto, ora è il momento di quella spirituale.

Dopo un giro rapido all’interno, infatti, ci fa sedere sul piccolo balconcino che si affaccia sul giardino zen e ci spiega le basi della meditazione. Mettere in pratica tutto quello che ci dice non è semplicissimo, calcolando che ci sono moltissime persone e che non tutte erano presenti quando all’asilo insegnavano il gioco del silenzio…ma ci proviamo. Terminata la sessione di meditazione  Michiro ci chiede di contare le pietre del giardino. Sono 15 ma noi ne vediamo  solo 14: soltanto chi è nel pieno della meditazione riesce ad individuare quella aggiuntiva.

 

E’ ora di pranzo: il Bento da Kibunjojo

Anche oggi siamo affamati e quando arriva il momento del pranzo siamo felicissimi! Michiro ha organizzato una fermata da Kibunjojo, un ristorantino molto carino dove ci hanno già preparato il Bento, quello che noi a Milano chiamiamo ‘schiscetta’. Ci sentiamo totalmente catapultati all’interno di un cartone animato giapponese e, presi dall’entusiasmo, mangiamo TUTTO senza nemmeno capire, con grande stupore della nostra guida, che non ha mai visto un europeo finire il contenuto del Bento. Beviamo un po’ di the e siamo pronti per ricominciare il tour

 

Il castello Nijo

Si tratta del castello fatto costruire dal primo Shogun del periodo Edo, residenza degli shogun per circa 270 anni. Si tratta di una struttura completamente diversa da quello che ci aspettavamo, molto più simile ad un tempio che ad un castello. Nel visitarlo siamo un po’ stanchi e alcune stanze ci dicono davvero poco, ma Michiro è bravissimo a mantenerci attivi, ci spiega il significato di tutti i simboli e gli affreschi e ci fa dei divertenti indovinelli

 

Dolcetti giapponesi: ma sono di pongo?

Dopo il castello è il momento di una pausa e Michiro ci porta da Tsuruya Yoshinobu, una sorta di tea room in versione zen in cui un pasticcere prepara al momento dei dolcetti realizzati con una pasta ricavata dai fagioli di soia.

L’impegno e la dedizione con cui lavora e le sue creazioni ci affascinano moltissimo, ma quando arriva il momento dell’assaggio non siamo particolarmente colpiti. I dolcetti, infatti, non sono poi così dolcetti…e la consistenza ricorda molto quella del pongo. Il tutto è accompagnato dal grande protagonista della vacanza: il the verde, quello vero, al gusto di spinaci e dalla consistenza spumosa che piacciono tanto a Davide, il MATCHA!

Immaginate la sua gioia, non è neanche riuscito a finire tutto. Io, ormai assuefatta grazie al latte al gusto di matcha che bevo tutte le mattine,  termino tutto con soddisfazione e sono pronta per continuare.

 

Higashi Hongan-ji: la nostra prima preghiera buddista

L’ultima tappa del nostro tour di oggi avrebbe dovuto essere il tempio Fushimiinari, noto a livello mondiale e primo in classifica su TripAdvisor, ma molto lontano da dove ci troviamo in questo momento.

Visto che la giornata sta volgendo al termine e che siamo tutti e tre molto stanchi, optiamo per l’Hingashi Hongan-ji, che si trova vicino all’hotel. All’inizio la struttura non ci colpisce particolarmente ma poi, appena entriamo, i monaci del tempio iniziano una preghiera. Ci sediamo per terra e, sebbene senza capire, ascoltiamo.

Michiro cerca di spiegarci quello che sta succedendo, ma tra gong, canti e urla la situazione è così coinvolgente che facciamo fatica a seguirlo.

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Rientro in hotel: i bagni

Salutiamo e ringraziamo con calore Michiro, poi torniamo in hotel. Dobbiamo scegliere cosa mangiare per cena, ma prima decidiamo che vogliamo capire il funzionamento del wc super tecnologico e pieno di bottoni che abbiamo in camera. Partiamo con quelli che ci sembrano più semplici: musica, rumore dello sciacquone, riscaldamento della tavoletta,…e tutto fila abbastanza liscio. Optiamo quindi per quello che ci sembra il pulsante del bidet, ci posizioniamo lateralmente e schiacciamo. Nemmeno il tempo di pensare e i bagno inizia ad allagarsi. Nel panico, cerchiamo di fermare tutto chiudendo la tavoletta, ma l’acqua continua ad uscire. Dopo qualche secondo di confusione, Davide trova finalmente il tasto STOP e tutto torna alla normalità, o quasi…prima di uscire, adesso, dobbiamo asciugare

Okonomiyaki – se esiste un cibo grasso noi lo troviamo

Dopo qualche ricerca optiamo per un piccolo ristorantino vicino all’hotel dove il piatto forte è l’okonomiyaki, una sorta di omelette contenente verdure, soia, pesce, formaggio e altri ingredienti a scelta.

Scegliamo la nostra combinazione e guardiamo attentamente la preparazione. In una prima fase tutto sembra tranquillo e l’omelette che arriva vicino al nostro posto è abbastanza decente.

Prima di servircela il cuoco ci chiede che tipo di condimento vogliamo e io, presa dalla voglia di sentirmi giapponese, rispondo “tutto quello che ci mettete di solito”. Bene, se dovesse capitarvi di trovarvi in Giappone e sentire quella domanda, cambiate risposta!

Orgoglioso e anche abbastanza stupito il cuoco procede con questa sequenza

  • Spennellata di salsa teriyaki con tanto di pennello da muro
  • Maionese come se non ci fosse un domani
  • Prezzemolo

E per finire, perché non c’è mai limite al peggio….BUCCE D’AGLIO!

Siamo allibiti, ma la colpa è nostra (o meglio, mia, ma visto che ormai siamo sposati dobbiamo condividere tutto), quindi mangiamo TUTTO. Il gusto è….boh! I sapori sono talmente tanti che non riusciamo a capirlo.

L’okonomiyaki non è sicuramente una cosa che mangeremo ancora, ma di certo è da provare.

Soddisfatti della giornata, e un po’ meno della cena, andiamo a dormire.

 

2 thoughts on “Un tour con Michiro, la nostra Kyoto free guide!

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