3 giorni a Ushuaia, la città più a sud del Mondo

Tredicimilatrecentocinquevirgolaottantatre: è un bel numero vero? Bene, ora pensate che questo numero rappresenti i kilometri che separano Milano da Ushuaia, la città più a sud del mondo. Fatto? Ok, ora immaginate di percorrerli ad agosto, lasciando il torrido caldo milanese per immergervi nella neve e nel gelo dell’inverno australe. Noi lo abbiamo fatto. Siamo matti? Giudicatelo voi leggendo il racconto dei nostri 3 giorni a Ushuaia, la principale città della Terra del Fuoco argentina.

Primo giorno

L’arrivo a Ushuaia

Arriviamo ad Ushuaia dopo oltre 20 ore di volo, 3 aerei e 4 aeroporti: decisamente non un viaggio breve! Fortunatamente, il nostro Boeing della compagnia Aerolineas Argentinas atterra puntuale e riesce anche a regalarci viste spettacolari sui ghiacciai della Terra del Fuoco. Giunti nel piccolo aeroporto cittadino, l’operazione di recupero dei bagagli si rivela però più lunga del previsto a causa di un gruppo di ragazzi che pare abbia intasato il terminal con oltre 30 colli ingombranti. Dopo una mezz’oretta, ecco finalmente le nostre valigie. Le prendiamo, passiamo i controlli e lasciamo l’aeroporto a bordo di un taxi guidato da una signora taciturna che in una decina di minuti ci porta al nostro hotel: abbiamo deciso di soggiornare presso l’Albatros Hotel, una struttura tra la Av. Maipu e la Av. San Martin che si rivelerà un’ottima scelta.

Una cena fueguina

È già tardi quindi decidiamo di fare una breve passeggiata fino a Bodegòn Fueguino, il ristorante in cui abbiamo scelto di cenare ispirati dalla descrizione della nostra Lonely Planet. Appena mettiamo il naso fuori dal nostro albergo, veniamo assaliti da un freddo glaciale che ci entra fin dentro le ossa. Prima notizia: nella città più vicina al Polo Sud, in inverno fa davvero freddo! Siamo letteralmente distrutti dal viaggio ma troviamo un po’ di energia nell’abbondantissima porzione di Picada (piatto misto che raggruppa la maggior parte delle specialità locali della cucina fueguina) servitaci col sorriso in questo grazioso ristorante. Dopo cena, constatiamo che la vita notturna è pressoché inesistente e decidiamo di intrattenerci un po’ nell’Hard Rock Cafè prima di tornare in hotel per riposare in vista del giorno seguente.

Ushuaia sign
L’insegna “fin del mundo” davanti al porto è una delle attrazioni di Ushuaia

Secondo giorno

Ad agosto sotto la neve

Appena svegli, ci accorgiamo che la notte ha portato una abbondante nevicata che ci accompagnerà per tutta la giornata. La città è completamente imbiancata e la cosa fa un po’ ridere se pensiamo che in Italia è estate piena. La situazione però non ci dispiace affatto e anzi ci motiva a sfidare il freddo uscendo all’aria aperta. Indossati scarponcini e impermeabile, ci dirigiamo all’ufficio turistico che si trova di fronte al nostro hotel.

Navigando il Canale Beagle

Tra le varie escursioni possibili in inverno ce n’è una in particolare che vogliamo fare: il tour in nave fino a Isla Martillo, un isolotto nel mezzo del Canale Beagle noto anche come Pinguinera per via della colonia di pinguini che qui vive e si riproduce mantenendo un presidio anche durante la stagione invernale. L’isola è visitabile da un massimo di 20 persone al giorno alle quali è consentito scendere dalla barca e camminare in mezzo ai pinguini. I tour sono offerti in esclusiva da una sola compagnia: Piratour. Ci dirigiamo quindi subito alla casetta di Piratour ma veniamo informati che per i prossimi due giorni non ci sono posti. Delusi, optiamo per il tour classico del Canale Beagle ma decidiamo di rimandarlo al giorno seguente quando non dovremmo trovare neve e avere quindi una visibilità migliore.

Canale di Beagle
Navigare lungo il Canale di Beagle in inverno è molto suggestivo

Quattro passi a Ushuaia

Lasciamo il porto e decidiamo di dedicare questa seconda giornata all’ispezione di Ushuaia: camminiamo per la Avenida Maipù e per la Avenida San Martin, le due strade principali della città. Ci dirigiamo quindi al Museo Marìtimo, un vero e proprio must secondo la Lonely Planet e diversi altri siti internet che abbiamo consultato prima della partenza. Il Museo è allestito all’interno dell’area militare nell’edificio un tempo allestito a prigione (Ushuaia è stata fondata come colonia penale per i criminali recidivi). Il biglietto costa il doppio di quanto dichiarato da Lonely Planet (400$ contro i 200$ riportati dalla guida), la ricostruzione della storia cittadina è molto disordinata, ci sono pochi reperti autentici ma in compenso un grande miscuglio tra descrizioni di fauna locale, navi storiche e vita carceraria: insomma, una fermata che torna utile soltanto per scaldarci un pochino.

A pranzo ci fermiamo al Bar Ideal, un antico bar sulla Av. San Martìn, dopodiché ci dirigiamo verso Ushuaia Extremo, un negozio in cui noleggeremo giacche e pantaloni per la nostra escursione serale.

Abbiamo infatti deciso di lanciarci in una escursione in motoslitta tra i boschi innevati del Parque Nacional Tiera del Fuego, cenando in una baita e dimenticando completamente che siamo in agosto!

Parque Nacional Tierra del Fuego
Il Parque Nacional Tierra del Fuego è il luogo perfetto per gli sport invernali

Terzo giorno

Ci svegliamo abbastanza presto e a constatiamo che l’abbondante nevicata del giorno prima è finalmente cessata: il sole splende e le condizioni sono ideali per una crociera lungo il Canale di Beagle. Raggiungiamo il molo mentre il sole sta ancora sorgendo, mostriamo la nostra prenotazione e ci imbarchiamo sulla motonave che ci accompagnerà alla scoperta delle bellezze di questo angolo remoto del pianeta. Navigare queste acque ai confini del mondo abitato ci regala emozioni che le parole non sono in grado di descrivere, per questo motivo proviamo a farlo con un video:

Dopo 4 ore di crociera torniamo sulla terraferma e, senza perdere tempo, ci rechiamo all’ufficio turistico per collezionare un souvenir preziosissimo: il timbro di Ushuaia sul nostro passaporto!

Ci fermiamo per pranzo, quindi passeggiamo lungo la Avenida Prefectura Naval Argentina (una sorta di lungomare di Ushuaia) fino a raggiungere il Saint Cristopher. Si tratta di una nave da guerra risalente alla Seconda Guerra Mondiale che qui giace abbandonata dal 1957.

Il sole alto e tiepido ci convince a proseguire fino a Plaza Islas Malvinas, un parchetto cittadino in cui sono ricordate le vittime della guerra delle Falkland, la storica contesa che ha visto l’Argentina contrapposta al Regno Unito per il controllo di alcune isole che i fueguini rivendicano fieramente come parte del loro territorio.

Saint Christopher
La nave Saint Christopher è abbandonata al largo di Ushuaia

Continuiamo a camminare fino all’inizio del centro abitato dove non ci possiamo esimere dallo scattarci qualche fotografia da turista dozzinale davanti alla scritta “Ushuaia” con alle spalle la suggestiva Bahia Encerrada.

Dopo tre giorni, siamo ormai abituati al freddo dell’inverno australe e decidiamo quindi di tornare a piedi in hotel mentre scende la sera sulla città. È per noi ora di ripartire: Còrdoba, la seconda tappa del nostro tour argentino, ci aspetta. Ma che belli sono stati questi tre giorni!


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2 thoughts on “3 giorni a Ushuaia, la città più a sud del Mondo

  1. Epica, non ci sono altri termini per definire questa vostra esperienza.
    E’ un luogo lontanissimo. Così lontano che non mi ci riesco neanche a pensare lì.

    Grazie a questo articolo e alle vostre fotografie è come se, in piccola parte, anche io avessi camminato su quella neve d’agosto.

    Bellissimo, complimenti.
    Elena

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